L’Alloro e il mito di Apollo e Daphne

Reiki Apollo e Daphne

L’Alloro o Lauro “Laurus Nobilis”, è una pianta aromatica diffusa nelle zone mediterranee dove nasce spontaneo.

Considerato dagli antichi un arbusto nobile e sacro, era ampiamente diffuso in Etruria dove cresceva in fitti laureti. Il popolo etrusco, amava passeggiare e sostare nei boschi di Alloro per la pace e il profumo inebriante che dominava l’ambiente, mentre i greci ne bruciavano le foglie convinti che avessero il potere di comunicare il dono della divinazione.

La mitologia greca descrive l’Alloro in una struggente storia d’amore narrata da Ovidio né “Le Metamorfosi”:
Cupido, Dio dell’amore, lungamente deriso si vendicò di Apollo trafiggendolo con una freccia d’oro che lo fece perdutamente innamorare della ninfa Daphne, in greco “Lauro”, la quale, a sua volta, fu colpita da una freccia di bronzo arrugginita affinché rinnegasse l’amore del Dio Apollo. In seguito, Daphne, impaurita dall’impeto di Apollo fuggì invocando l’aiuto degli Dei che, impietositi dalle preghiere della ninfa, con l’intento di proteggerla la tramutarono in una bellissima pianta di Lauro.
Apollo, disperato, strinse tra le sue braccia il corpo ormai trasformato della sua amata e sussurrò:

“Poiché tu non puoi essere mia sposa, sarai almeno l’albero mio, di te per sempre o Lauro, saranno ornati i miei capelli, la mia cetra, la mia faretra.”

In Fitoterapia si utilizza l’Alloro per stimolare l’appetito, facilitare la digestione e, grazie a un’azione epato-protettrice, per prevenire l’acidità di stomaco e gli spasmi intestinali.
Benefico anche per l’apparato respiratorio, ottimo espettorante, aiuta a contrastare gli stati febbrili e la tosse grassa.

In Aromaterapia, l’olio essenziale di Alloro rafforza la capacità di concentrazione e di memoria, sviluppa l’intuizione e l’ispirazione, restituisce fiducia a chi sottovaluta le proprie capacità intellettuali, aiuta a superare i propri limiti, porta la forza del vincitore.

Massaggia il 6° chakra (3° occhio) ponendo le mani sulla fronte e affermando: “Vedo con chiarezza, fuori e dentro di me”.

Gassho

Maria Rosa

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